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Si tratta di stalking?

Buongiorno dottoressa... leggendo alcune pagine in internet riguardanti il tema dello stalking ho trovato anche il suo nome e vorrei chiederle un parere... se può rispondermi la ringrazio in anticipo, se non può rispondermi la ringrazio comunque.
Buona giornata, e scusi il disturbo.

 

Risponde la dott.ssa Chiara Giustini

Buon giorno,
lo stalking è un fenomeno che coivolge due protagonisti. Uno pressa l'altro con telefonate, minacce verbali, messaggi etc... La persona che subisce stalking si sente come in una trappola dove viene controllata dall'altro. Spesso è assediata dalla paura che lui/lei la stia seguendo o che arrivino nuove minacce o invasioni della privacy. Lo stalker (chi fa le azioni) di solito si sente nel giusto poiché animanto da sentimenti o intenzioni secondo lui positive (ad es: amo la mia compagna e non cedo a farmi lasciare ....la voglio riconquistare).
Di solito vi è un problema affettivo nella dinamica tra i due soggetti e/o una difficoltα a relazionarsi in modo adeguato.
Ad esempio: l'ex compagno che non accetta la separazione e diventa lo stalker verso la sua ex compagna o verso il nuovo compagno di lei.
Quindi queste persone diventano oggetto di scherzi telefonici, messaggi minatori, iscreditamento sociale etc...
Spero di averle risposto, ma siccome il tema è vasto: che cosa vorrebbe sapere di preciso sullo stalking?
Buona giornata
dott.ssa Chiara Giustini

 

[Seconda domanda]

Salve dottoressa,
volevo chiederle il parere su un mio fatto personale,e solo ora che sono passati alcuni mesi da questo fatto riesco a vederci un po più chiaro rispetto a quando c'ero dentro... e riflettendoci ora mi è sorto il dubbio se si trattasse o no di stalking.
Tutto iniziò circa un anno fa, a gennaio del 2011, quando io avevo 16 anni. Mi misi insieme ad un ragazzo che aveva 3 anni in più di me,quindi 19. Lui era da poco stato lasciato dalla sua ragazza e quindi in quel periodo ne stava soffrendo un po', perché lei l'aveva solo usato e preso in giro, quindi io lo ascoltavo sempre perché si vedeva che aveva bisogno di parlare. Con il passare dei mesi pero' io innaspettatamente mi affezionai molto a lui e quindi inizia a soffrire un po quando parlava di questa sua ex e gli e lo feci notare lui si è scusato e ha promesso che non ne avrebbe più parlato.
Ma il "danno" era ormai fatto, perché io questa sua ex la vedevo tutti i giorni a scuola e sentendo continuamente parlare di lei ha iniziato a essere sempre tra i miei pensieri... e questo mi rattristava e mi buttava giu ogni giorno di più, e lui nemmeno se ne accorgeva. Lui era sempre stato geloso, voleva sapere con chi uscivo, se stavo al computer, se mi scriveva qualcuno... ma era un comportamento normale.
Poi dopo circa 3 mesi che stavamo insieme ha iniziato a essere più geloso e questo insieme all'argomento della sua ex ci faceva litigare di continuo. Un giorno una mia amica che era anche sua amica mi dissee che lui gli aveva scritto che avrebbe voluto conoscerla di più, che era molto carina... sentire questo mi ha ferito moltissimo e anche fatto sentire arrabbiata moltissimo, lui si è giustificato dicendomi che l'aveva fatto apposta perché lui era geloso di me e io di lui no... dopo più di una settimana di discussione decisi di perdonarlo ma ormai le cose non andavano più bene tra noi.
In quel periodo conobbi un altro ragazzo, che abitava nello stesso paese del mio ragazzo... questo ragazzo in pochissimo tempo è riuscito a ridarmi il sorriso che avevo perso e fin da subito mi fece capire che voleva che tra noi nascesse qualcosa. Io accettai di vedermi con lui, di nascosto ovviamente dalla maggior parte delle persone che mi conosceva e soprattutto dal mio ragazzo. Passarono 2 mesi e mezzo e dopo 5 circa 5 mesi che eravamo stati insieme decisi di lasciare il mio ragazzo, perché avevo sentito che quello che provavo per lui diminuiva sempre di più ogni giorno (per l'altro io provavo solo un affetto di amicizia gli volevo molto bene ma non lo amavo).
Decisi di dirgli che ero uscita con un altro, perché i sensi di colpa erano troppo forti per tenermelo ancora per me,gli dissi anche il nome e lui lo conosceva e poi lo lasciai e precisai che non lo avevo lasciato per l'altro ragazzo ma principalmente per il suo comportamento. Dopo che lo ebbi lasciato non lo sentii per alcuni giorni e speravo che avesse capito, invece mi scrisse dopo pochi giorni e mi disse che non si era fatto sentire perché quando gli ho detto che lo lasciato ha lanciato il cellulare addosso il muro distruggendolo, ebbi timore quando mi disse cosi ma io comunque restai ferma sulla mia decisione di lasciarlo. E iniziò subito a mandarmi tutti i giorni messaggi ribadendomi che senza me non poteva stare, che ero solo sua,che avrebbe fatto di tutto per riavermi. Una settimana dopo io ero ad una riunione in parrocchia e me lo trovai davanti alla porta d'uscita, io andai dritta ma lui mi prese e si mise a ripetermi le solite cose,io cercavo di liberami ma non ci riuscivo perché mi teneva con la forza, tentò di abbracciarmi e di baciarmi nonostante io non volessi, aveva perso il controllo non mi ascoltava, riuscii a liberami e a convincerlo ad andarsene. Ne parlai con l'altro ragazzo,lui non riuscii a capirmi e interpretò tutto questo come se io volessi trascurarlo e ferirlo, lui si sentì appunto ferito e quindi inizia a sentirlo solo una volta ogni tanto, e mi ribadiva che lo stavo facendo soffrire... io tentavo di spiegargli la situazione ma non capiva,e questo mi distrusse tantissimo.
Intanto il mio ex continuò con i messaggi e di nuovo ebbi un incontro con lui. Stavo camminando con un'amica per la piazza del mio paese quando vedo lui dalla parte opposta della strada, capii subito che era lì per me, e quindi camminai velocemente cercando di non farmi vedere, ma purtroppo mi vide, mi chiamò ed io iniziai a correre ma purtroppo mi raggiunse, e iniziò a ripetermi le solite cose e alla fine riuscii a calmarlo un po'. Continuò con i messaggi ancora e le persone che lo conoscevano mi dicevano che ci avrebbe provato ancora con me, perché mi rivoleva. Io morivo a sentire questo, piangevo e non ne potevo più, non riuscivo a concepire come queste persone non vedevano che mi dava fastidio il comportamento di lui. Tutto questo durò per otto mesi... fino a gennaio di quest'anno... quando ormai non ne potevo più dal punto di vista psicologico e dopo un litigio non lo sentii più. Avevo capito di essermi innamorata dell'altro ragazzo in questi 8 mesi, ad ottobre glielo dissi e lui mi disse che ricambiava il sentimento, ma in questi mesi non riuscivo ad essere felice con lui perché il pensiero dell'altro era sempre presente e avevo paura, e quindi lui decise di non uscire più insieme con me, ribadendomi che lo ferivo, ma senza capire come mi sentivo. Quest'ultima cosa insieme al comportamento del mio ex mi distrussero in tutti i sensi... soltanto ora dopo alcuni mesi riesco a vivere più noralmente.
Scusi il mio lungo papiro... ma volevo avere un suo parere. Quattro,cinque anni fa questo mio ex per motivi di famiglia aveva tentato il suicido... è un po difficile come persona, non so se questo le può servire per la sua risposta cosa ne pensa?

 

[Seconda risposta]

Direi che siamo al limite tra un rapporto tempestoso e lo stalking.
Il problema spesso è che la persona amata è un suo oggettto e non può distaccarsene.
Ad oggi continua a chiamarti o infastidirti?
Mi raccomando se così fosse parlane con i tuoi genitori poiché se sei ancora minorenne prendi in considerazione l'ipotesi di una denuncia alle autorità con il loro aiuto.
Quello che emerge è che tu sei stata sotto stress e pensa anche alla possibilità di rivolgerti ad uno psicologo della tua zona per aiutarti a comprendere come gestire lo stress e i rapporti affettivi senza andare incontro a tutta questa sofferenza che traspare dalle tue parole.
Un caro in bocca al lupo

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Psicologo Psicoterapeuta
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