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Salve, ho 35 anni e da 20 mi masturbo con pornografia e pensieri di tipo pornografico. A 10 anni sono stato quasi violentato da 2 miei compagni che hanno messo il loro pene nella mia bocca ma io sono riuscito a scappare! A 13 anni ho cominciato ad avere rapporti orali con miei amichetti di scuola. A 14 anni preso il motorino e uscendo con ragazze mi sono spesso fidanzato e di conseguenza ad fare sesso con loro, ma a 19 anni la mia migliore amica a voluto avere 1 storia con me anche se era fidanzata. Dopo 2 mesi è ritornata con il suo ragazzo facendomi impazzire di gelosia, invidie e noia. Sono stato tanto male senza mai aprirmi con nessuno e tutti nel paese mi prendevano per il culo e umiliato. Nel 2006 ho tentato il suicidio perche andavo a prostitute e trans. Sono andato quindi in comunita ma non e' servito a niente. Ora mi ritrovo solo a masturbarmi 2-3 volte a settimana e a pensare alla ragazza che mi ha fatto ammalatre. Cosa posso fare per uscire da questa orrenda vita? Grazie

Gentile Dott.ssa,
le espongo il mio problema.
Mio figlio, 1a elementare, a scuola non va male,  però inspiegabilmente alle volte viene a casa senza aver combinato anche quasi nulla magari nelle prime due ore.
Cioè, a volte non si capisce cosa abbia fatto e lui risponde: mi distraggo.
Ho fatto presente la cosa all’insegnante di italiano che, avendo più ore con lui, è quella per la quale si verifica di più il problema, e dice  che è solo una questione di tempo, che si sveltirà. I voti sono buoni, le insegnanti sono contente, e poi sulle verifiche sembra concentrarsi in modo veramente inusuale per lui. Ha imparato a leggere prima di altri.
A casa poi non ne parliamo, la lentezza è estrema… soprattutto con noi genitori, sembra vivere in un altro mondo… faccia conto che io dalle 16 in poi sono sempre a casa, ma lo devo continuamente minacciare… e non va avanti anche se ha poca roba da fare… se ne ha tanta poi si spaventa del carico di lavoro! Insomma una lotta… continua.
Per il resto, a parte essere figlio unico, è un bambino socievole che cerca sempre  compagnia (ha già molti amichetti che vengono a casa o viceversa)… alzerebbe sempre la voce però… lo richiamo spesso… comunque a parte questo mamme e insegnanti mi dicono che è un bambino educato.
Grazie per qualsiasi consiglio.

Buonasera,
scusi non sto bene quindi scusi per eventuali errori. Ho xx anni, i miei genitori non mi lasciano fare niente... Abito in un paesino e non mi lasciano manco andare al supermercato da sola, non mi lasciano uscire con miei amici mai, ma mai. No discoteca. Passo i weekend in casa per colpa loro. Ultimi voti a scuola sono stati 6 6 6 6 7 7 7 8 5. Per colpa di quest'ultimo cinque non mi lasciano andare domani in montagna con il mio allenatore e sua figlia piccola. Dovevo andarci perché le avevamo promesso una giornata sul bob... No niente. Sabato volevo uscire per carnevale ma non glielo chiedo neanche. E non ho mai il coraggio di chiedere di uscire ai miei perché poi mi fanno mille domande e anche se io rispondo il vero mi dicono: Ammettilo che devi vedere uno. Poi c'è mia sorella più grande e lei si impiccia sempre nelle mie cose. Non ha una vita. Il fatto è che abbiamo amici in comune visto che anche lei fa atletica. Vabbè, tornando 
ai genitori... Io non li sopporto più. Dicono che non gli dò mai niente e chiedo troppo, a me sembra proprio il contrario. Mia mamma non mi ascolta e mio padre mi sottomette ma anch'io sono una persona. Non credo che con queste poche righe può capire la situazione ma spero di risentirci

Buongiorno dottore,
le scrivo perchè ho un grandissimo problema che mi tormenta da tempo, purtroppo da quando avevo circa 20 anni sono caduto in una fase depressiva devo dire molto ma molto forte purtroppo ha casa ho iniziato ha rompere bicchieri, piatti, vetri ecc.
Proprio perchè me ne sto ha casa senza far nulla, oggi giorno non si riesce ha trovare un cavolo di lavoro e di conseguenza nonostante abbia 22 anni sono disoccupato (mi sento vecchio per l'età che ho come se gia ne avessi 30). Io e la mia famiglia ci siamo trasferiti da un paio d'anni circa in --------- nella città di ----------- e anche qui non si trova un cavolo di lavoro nemmeno per l'estate, un po' perché non ho conoscenze un po' per l'esperienze che mi mancano, come cameriere lava piatti ecc.

Salve, scrivo perché ho un rapporto problematico con mia sorella che sta raggiungendo quasi la "follia". Lei è più grande di me (io ho 26anni lei 29) è egocentrica, ogni volta che vede  mio padre dedicarmi qualche attenzione in più si ingelosisce, mi sta sempre dietro e sembra che sfrutti le mie debolezze come il non avere amici o il non avere un ragazzo a suo favore per avvallarsi la ragione.
Sono una ragazza abbastanza introversa, ho eliminato amicizie superficiali, alcuni amori in parte ho contribuito ad allontanarli. Ho delle esperienze sociali negative risalenti ai 13 anni che mi hanno portato a vivere di pancia la vita e a sentirmi male non appena sto in compagnia di persone, specialmente in luoghi affollati. Vivo in famiglia con mio padre che fa finta di niente ed è contrario alla psicoterapia.
Ho affronato due lutti, quello di mia madre a 8 anni e quello di mia nonna un anno fa che mi ha devastato.
Le scrivo perché non riesco ad andare avanti se prima qualora bisticciassi con mia sorella andavo da mia nonna ora mi sento sola e ogni qualvolta conosco nuove persone mi sento troppo vulnerabile per aprirmi, riverso tutto il mio malessere nello stomaco e non vivo la vita bene.
Mi scuso se sono stata prolissa, volevo una sua opinione o un consiglio per affrontare queste problematiche.

Sono una ragazza di 26 anni che ha da circa un anno superato un disturbo da attacchi di panico e agorafobia.
Accanto a me, in questi anni è sempre rimasto il mio ragazzo con il quale sono stata sette anni...lui rappresentava per me l'affetto, la sicurezza, la "casa", la serenità.
Quando era in corso la guarigione , circa un anno fa, ho iniziato ad accorgermi che ciò che sentivo per il mio ragazzo era un legame strettamente collegato al mio stato di "dipendenza" dovuto alla malattia.
Mi rendevo conto che forse da tanto lo guardavo con tenerezza, affetto, ma non amore. Per me era un punto di riferimento importante. Quando poi ho iniziato a stare bene in effetti la nostra storia è finita per mia volontà.
Dopo circa un anno ho iniziato una relazione con un ragazzo psicologicamente molto maturo, come se ne trovano pochi. Il punto è che durante questi quattro mesi il passato è comparso dentro di me più volte.
Nella mia testa ci sono continui paragoni sottaciuti tra lui e il mio ex, ripenso spesso al passato non perchè lui manchi in qualcosa...non mi spiego il motivo.
Non da sottovalutare secondo me è il senso di colpa che ho verso il mio ex compagno dato che ha sofferto e sta continuando a soffrire per me e a volte sento l'esigenza di tornare indietro e dargli tutto ciò che non sono riuscita a dare un po' per i miei problemi e un po' perchè poi l'ho "abbandonato". Ora sono di nuovo sola. Non so in quale direzione andare. Sono ferma tra passato e futuro e sembrerà strano non riesco a prendere una decisione. A capire. Mi sento molto giù. Non riesco a reagire.
Vorrei un vostro consiglio. Ve ne sarei grata.

Salve, sono una ragazza di 17 anni. Scrivo perché ho tanta paura di cadere in una specie di depressione... e per l'età che ho non voglio che accada.
La mia famiglia, sopratutto mio padre non crede in me. Puntualmente mi dice che finirò per andare a fare pulizie in giro, che di meglio non posso fare.
Mia madre è succube di mio padre. Lei ora mai non decide più nulla, fa tutto mio padre, e io questa cosa non la sopporto. Come chiedo una cosa a mia madre lei mi dice vedi cosa dice tuo padre, e a lungo andare e davvero pesante questa cosa. Non si stanno accorgendo che così mi stanno perdendo. Con mio padre ci diciamo a malapena un ciao. Poi ho il mio fidanzato che nonostante sia più grande di me neanche lui crede in me. In poche parole mi stanno distruggendo pian piano. Devo essere sincera più per colpa dei miei che mi sento così abbattuta e che non riesco a concludere più niente! Sto morendo pian piano... non c'è la faccio più... aiuto!! Vi prego rispondete!! Cordiali saluti

Salve sono arrivata all'esasperazione ho 16anni e voglio scappare di casa sono fidanzata da più di un anno e mia madre mi impedisce di vederlo e di uscire contando la sua assenza di 10anni per me lei non conta nulla, i miei sono divorziati e quando le ho comunicato la decisione di voler andare a vivere con mio padre lei lo ha chiamato e gli ha detto che ho avuto rapporti con il mio ragazzo anche lui sedicenne. io non so più che fare per poterlo avere accanto.... che devo fare scappare? rimanere incinta? o cosa... e che conseguenze avrebbe tutto ciò

Buongiorno dottoressa... leggendo alcune pagine in internet riguardanti il tema dello stalking ho trovato anche il suo nome e vorrei chiederle un parere... se può rispondermi la ringrazio in anticipo, se non può rispondermi la ringrazio comunque.
Buona giornata, e scusi il disturbo.

Contatti

Dott. Manuele Matera
Psicologo Psicoterapeuta
Tel. 347 7594948
manuele.matera@gmail.com


Dott.ssa Chiara Giustini
Psicologa Psicoterapeuta
Tel. 329 7237166
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Un consiglio per un genitore separato

Salve, sono un padre separato da 10 anni. Sono risposato, ho un bimbo di 11 mesi. L'altro mio figlio è da 10 anni che vive con la madre, fino a quando mi ha chiamato dicendo che veniva a vivere da me. Ha fatto un vero trasloco, computer, vestiti, etc... Per due mesi è filato tutto liscio anche se lui è un tipo un po' disordinato. Il fatto è che qualche sera fa è rientrato verso le 23. Lo faccio uscire tranquillamente, basta che rispetti un orario, comunque è rientrato e sapendo che il fratellino ha difficoltà ad addormentarsi voleva ugualmente farsi la doccia, premetto che confina con la stanza da letto. Si è incavolato, anche con mia moglie con la quale va d'accordissimo e l'indomani se n'è andato. Non lo sento da circa quindici giorni. L'ho chiamato ma è stato freddo. Mi serve un consiglio. Grazie.

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