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Buongiorno dottore, vorrei chiederle un aiuto.
Sono una ragazza di 19 anni che cerca di vivere una vita serena e felice e compiere il proprio percorso di studi in modo efficace e serenamente.
Purtroppo quest'utopia è lontana dalla mia situazione attuale; le spiego meglio:
Durante le mie giornate mi sento del tutto demotivata, non riesco a compiere nulla in modo efficace e vorrei rimanere solamente stesa sul mio letto e aspettare che la giornata scorri velocemente. Mi sento sempre triste e piango spesso. Mi sento semplicemente un problema per tutti e credo che la cosa migliore sarebbe che non esistessi (nonostante ciò la mia voglia di cambiare persiste). Sento di non essere all'altezza di nulla, nemmeno di studiare e ho perennemente il pensiero che il mio percorso accademico sfoci nei pressi di un profondo burrone. Non so come rendere la mia vita serena e piena di attività produttive che stimolino la mia voglia di fare, distruggendo i miei pensieri negativi. Attualmente penso solo di essere un errore e nient'altro. Penso di non riuscire a ottenere buoni risultati in nulla e alla fine va a finire così. Sono solamente demoralizzata e incapace di dare una svolta alla mia vita. La prego di aiutarmi.
Cordiali saluti.

Gentili Dottori,

mia figlia di 7 anni è una bambina intelligente, vivace e sensibile. Frequenta la 2° elementare con buoni risultati, purtroppo però la maestra ha evidenziato come sia lenta nel completare i compiti assegnati ed è preoccupata per i prossimi test INVALSI che sono appunto prove a tempo. E' molto lenta sia a scuola che a casa nelle attività di tutti i giorni: è lenta nel lavarsi, nel vestirsi, nel mangiare... Ed è strano perchè fisicamente è agile e scattante e per andare a giocare 'corre come un razzo'! Al mattino la dobbiamo svegliare 1h e 1/2 prima di uscire per darle il tempo di prepararsi e spesso la dobbiamo aiutare altrimenti non le basta. Credo che il suo problema sia la concentrazione infatti a volte la vedo che parla da sola, balla e vive in un mondo tutto suo.
Abbiamo provato di tutto: Premi, minacce di punizioni, gare di velocità (che ormai si rifiuta di fare!). Non sappiamo più come 'farla sbrigare'. C'è qualche libro che aiuti noi genitori? Qualche esercizio da fare in famiglia per aiutarla a concentrarsi? Qualche tecnica da adottare per renderla più svelta?
Grazie

Buongiorno
La contatto per avere un consiglio su mia figlia di 8 anni. Sin da quando ha iniziato la scuola dell'infanzia, le insegnanti mi hanno riferito che era molto educata ma timida, introversa e un po' frenata, spesso si lasciava trascinare dalla sua amichetta e non tirava fuori la sua personalità.
All'inizio della scuola primaria c'è stato un cambiamento improvviso, l'insegnante mi ha riferito di una bambina sempre introversa, molto lenta e spessa distratta, che non partecipava se non dietro sua sollecitazione, ma che partecipava comunque al chiacchiericcio generale contribuendo così a disturbare la lezione. La cosa mi ha molto sorpreso, ne ho parlato con lei e la risposta che ho avuto è stata: mamma i buoni sono tonti ed io non voglio esserlo. Ho dovuto lavorare molto su questo aspetto e alla fine è tornata a essere una bambina educata. Rimane il problema della lentezza, è migliorata anche qui, ma ogni volta che vado al colloquio con l'insegnante mi viene sottolineato questo aspetto.

Buonasera,
ho 46 anni e da 5 mesi si è interrotta una relazione che durava da 10 anni (8 di convivenza). Mi sento molto triste (tempo fa stavo meglio perché la storia non andava bene da circa 2 anni e mi sembrava di dover sopportare da sola il peso della relazione e quindi l'interruzione, anche se involontaria mi aveva in qualche modo liberato) ma con il passare del tempo sento di non stare meglio. Non sono depressa ma credo di dover parlare con qualche professionista di questa situazione che sento come un fallimento ed un grande abbandono. Ringrazio e saluto cordialmente.

Salve,
sono la mamma di un bambino di cinque anni che, come tutti i bambini, fa domande per conoscere il mondo. Cerco di non farmi trovare impreparata ma ci sono alcuni argomenti che mi impensieriscono perché sono delicati non vorrei che a mio figlio arrivasse un messaggio sbagliato. Uno di questi è l'omosessualità: come spiegarla a un bambino? Cosa rispondere ad esempio ad una sua semplice domanda: un maschio si può fidanzare con un altro maschio?
Grazie mille per la risposta

Buongiorno,
ho 22 anni, sono iscritta al 4 anno di giurisprudenza ma ho dato 5 esami, non riesco a studiare, mi sembra di aver sbagliato tutto nella mia vita anche se so che il mio sogno è ancora quello di fare il giudice ma non vedo via d'uscita.
Ho provato a cercarmi un lavoro per non pesare sui miei genitori, che tra l'altro in qesto periodo di crisi litigano costantemente e io mi sento ancora più in colpa, ma è praticamente impossibile nella piccola provincia in cui vivo.
Al limite delle miei crisi di pianto ho pensato di scappare e vivere facendo la webcam girl, l'unica cosa che forse sarei in grado di fare ma nei momenti di lucidità non riesco a fare le valigie e andarmene! Ho bisogno di dare una svolta alla mia vita ma non so da dove iniziare, da 3 anni non faccio che  piangare e girarmi i pollici davanti al libro!

Salve
vi scrivo per avere un consiglio. Mio figlio, 10 anni, è affetto da quella che ho sempre definito la "sindrome della lumaca". Qualsiasi cosa, in ogni momento della giornata (vestirsi, lavarsi, fare i compiti, uscire da casa...) ha bisogno di un lungo preavviso e di tempi estenuanti. La risposta di mio figlio è sempre "un attimoooo"! Ho provato a svegliarlo prima, ad anticipare i tempi di tutto, ma nessun risultato! A scuola questo non succede. Preparare lo zaino la sera per la mattina sfocia sempre in isterismi da parte mia e pianti da parte sua, per non parlare delle scarpe....sempre sciolte, i vestiti che spesso indossa al contrario o gli occhiali che non riesce mai a trovare.

Buongiorno,
è da 1 anno purtroppo che soffro di attacchi di panico. Tutto è cominciato con uno svenimento in metropolitana e dall'ora non ho avuto più il coraggio di prendere autobus e metro. Qualche mese dopo questo attacco di panico ho deciso di rivolgermi ad una psicoterapeuta e dopo 6 mesi la mia situazione non appare migliorata, anzi... in realtà credo che questo sia dovuto al fatto che quando ho fatto psicoterapia mi trovavo ancora nella condizione in cui non riuscivo a fare molto per cambiare le cose. Mi spiego meglio... 7 anni fa mi sono fidanzata con il mio attuale marito da soli 2 mesi e da li sono iniziati i problemi. Mio padre, che è sempre stata una persona nervosa e autoritaria, ha iniziato a dar sfogo a tutta la sua gelosia imponendosi regole, minacciandomi di fare come voleva lui e talvolta alzando le mani. Tutto questo mi ha portata in un situazione di grande stress che s è scatenata con gli attacchi di panico. Durante la psicoterapia, che comunque mi faceva capire che min padre era il problema, mi sono sentita ancora più soffocare perché mi sentivo in trappola, da una parte il voler andare via di casa e dall'altra la paura di poter peggiorare le cose avendo un padre così violento. Quindi pazientemente ho aspettato il giorno del mio matrimonio, circa 2 mesi fa, per poter chiudere ogni rapporto con lui. Speravo di sentirmi meglio, ma sento la sua influenza anche da lontano dato che mia madre e le mie nonne continuano ad insistere di riallacciare i rapporti perché papà è cambiato, cosa che ormai si ripete da anni e sono sicura che non cambierà mai. Con mio marito sto benissimo, lo amo tanto e lui mi è molto vicino in questo periodo. Solo che io non vorrei stare così, non so cosa posso fare per riprendermi e dov è ancora il problema.

alve dottore, sono una ragazza di 24 anni e le scrivo perchè ultimamente ho l'umore piuttosto altalenante e mi sento spesso molto triste e sola.
Per il carattere che ho non riesco a parlarne con nessuno, sono troppo orgogliosa su certe cose (anche se non sembra) e non riesco proprio ad aprirmi...
Il mio problema è che non ho stima di me. Mi sento vuota, moscia, insignificante, con niente da condividere con gli altri. Poi mi sento spesso intrappolata in me stessa, come se qualcosa mi impedisse di essere ciò che sono e di vivere tranquillamente, essere naturale senza troppi pensieri e paranoie per la testa. Oltre a questo problema (che comunque sopporto abbastanza bene) c'è il fatto che mi sembra stia andando un po' tutto a rotoli nella mia vita... ho sempre meno amici, i pochi che avevo si allontanano o forse si annoiano a stare con me. Il 'rapporto' con mio padre sta peggiorando (o forse cessando di esistere) per l'ennesima volta, il lavoro va male, mi sento umiliata perche dopo anni di servizio mi sembra che chiunque (entrato dopo di me) mi passi avanti e ottenga più meriti e gratificazioni. Mi sembra di fallire, di non riuscire a legare con le persone che mi circondano. Un giorno si e uno no sto male perche mi sento profondamente sola,  nessuno lo sa... ma mi viene spesso da piangere e vorrei sparire o scappare via per sempre anche se so che scappare non servirebbe a niente. Le mie sono cavolate rispetto ad altri problemi e vorrei essere forte, vorrei poter essere sempre frizzante e sprizzare gioia da tutti i pori, ma nn riesco, e ultimamente mi sento quasi sempre molto sola e triste... senza stimoli... cosa devo fare per superare tutti questi pensieri???? e stare bene comunque anche da sola??
In questo momento sono un po' melodrammatica... mi scusi!

Contatti

Dott. Manuele Matera
Psicologo Psicoterapeuta
Tel. 347 7594948
manuele.matera@gmail.com


Dott.ssa Chiara Giustini
Psicologa Psicoterapeuta
Tel. 329 7237166
chiara.giustini@gmail.com

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Soffro di attacchi di panico

Buongiorno,
è da 1 anno purtroppo che soffro di attacchi di panico. Tutto è cominciato con uno svenimento in metropolitana e dall'ora non ho avuto più il coraggio di prendere autobus e metro. Qualche mese dopo questo attacco di panico ho deciso di rivolgermi ad una psicoterapeuta e dopo 6 mesi la mia situazione non appare migliorata, anzi... in realtà credo che questo sia dovuto al fatto che quando ho fatto psicoterapia mi trovavo ancora nella condizione in cui non riuscivo a fare molto per cambiare le cose. Mi spiego meglio... 7 anni fa mi sono fidanzata con il mio attuale marito da soli 2 mesi e da li sono iniziati i problemi. Mio padre, che è sempre stata una persona nervosa e autoritaria, ha iniziato a dar sfogo a tutta la sua gelosia imponendosi regole, minacciandomi di fare come voleva lui e talvolta alzando le mani. Tutto questo mi ha portata in un situazione di grande stress che s è scatenata con gli attacchi di panico. Durante la psicoterapia, che comunque mi faceva capire che min padre era il problema, mi sono sentita ancora più soffocare perché mi sentivo in trappola, da una parte il voler andare via di casa e dall'altra la paura di poter peggiorare le cose avendo un padre così violento. Quindi pazientemente ho aspettato il giorno del mio matrimonio, circa 2 mesi fa, per poter chiudere ogni rapporto con lui. Speravo di sentirmi meglio, ma sento la sua influenza anche da lontano dato che mia madre e le mie nonne continuano ad insistere di riallacciare i rapporti perché papà è cambiato, cosa che ormai si ripete da anni e sono sicura che non cambierà mai. Con mio marito sto benissimo, lo amo tanto e lui mi è molto vicino in questo periodo. Solo che io non vorrei stare così, non so cosa posso fare per riprendermi e dov è ancora il problema.

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