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Ho una figlia dislessica

"Buonasera vorrei porvi una domanda, ho una figlia, attualmente ha 14 anni, all'età di sei anni abbiamo diagnosticato la dislessia, fatto analisi e tutto quanto si potesse fare al livello medico, per lei abbiamo soltanto fatto logopedia per tre anni e una maestra il pomeriggio che potesse seguirla nei compiti. Questo fino alla seconda media. in terza media ha voluto fare da sola, i professori l'hanno aiutata ma a scuola non è brillante e sopratutto non ha molta voglia di fare. Ed è questo che non capisco se il deficit la stanca a tal punto da non voler studiare oppure è proprio lei. E' una ragazza intelligente, sveglia, cosa posso fare di più per lei? cosa mi consigliate? ha superato la disgrafia, ma la discalculia è un grosso problema"

 

Risponde la dott.ssa Chiara Giustini:

Buonasera,
le posso dire che dopo la diagnosi di dislessia di solito si attua un programma riabilitativo con l'utilizzo di diversi materiali ovvero CD, libri e testi particolari a cui si aggiunge la logoterapia. Con cadenza semestrale poi lo psicologo che la segue verifica l'andamento della riabilitazione nella lettoscrittura e calcolo con dei test le famose Prove di Cornoldi Tressoldi e altro.Alcune volte i bambini con dislessia non conclamata vengono reputati svogliati e vagabondi. Le posso dire che la Dilsessia influenza la capacità di attenzione e soprattutto l*a motivazione allo studio* in quanto studiare è all'inizio più faticoso.( occorre abituarsi ai programmi di lettura digitale etc...) Al tempo stesso è frequente che i bambini se ne approfittino un po' e facciano leva sulla " malattia" per non studiare o attribuscano a loro stessi la scarsa predisposizione allo studio. Insomma trovano un modo per girare l'ostacolo. Ma credo che lei, da mamma attenta come la sento, sappia distinguere questa cosa. Comunque se avesse dei dubbi su come è stata seguita sua figlia le consiglio di rivolgersi ad un collega specializzato nei DSA (Distrubi specifici dell'apprendimento) nel privato.
Per avere un quadro più chiaro la invito a vistiare il sito delle edizioni Erikson con vari libri e programmi utilizzati per la riabilitazione:
- Software dislessia
- Software lettura e scrittura
Per avere un supporto in termini di materiali e informazioni esiste in Italia l'AID cioè l'Associazione Italiana Dislessia che ha varie sedi dislocate nel territorio. La loro attività consiste nel dare un aiuto ai genitori e ai bambini, con materiali e consigli su come muoversi nel territorio, e organizzano convegni con esperti. Hanno anche una biblioteca digitale da cui è possible scaricare il materiale. Veda questo sito: http://www.aiditalia.org/
Se vuole le posso dare dei numeri dei referenti AID nella sua zona.
Oltre all'aspetto diagnostico riabilitativo spesso i bambini e i ragazzi con dislessia hanno bisogno di un supporto psicologico poichè sono ragazzi intelligentissimi e si sentono "diversi" nell'avere un aiuto in più rispetto agli altri. Aiuto che alcune volte non viene accettato, perchè *si può soffrire nel sentirsi "diversi". Diversi nell'avere un sostegno scolastico, diversi perchè un pochino più cicciottelle. Specialmente nelle fasi più critiche di crescita come quella preadolescenziale, dove è importante *sentirsi uguale agli altri*, alle amiche, al gruppo classe. Ci si veste tutti uguali , si hanno gli stessi oggetti, lo stesso telefonino etc... Pur di essere accettati dagli altri e da loro stessi può capitare che i *preadolescenti* con dislessia e discalculia abbandonino i programmi riabilitativi. Se fosse questa la situazione di sua figlia.... Cosa fare?
SOLO SE sua figlia è motivata a farlo potrebbe rivolgersi da uno psicologo per avere uno spazio di ascolto e crescita per parlare dell'alimentazione e dell'insulinoresistenza e per capire come si sente nella sua "diversità di dilessica". Altrimenti potrebbe metterla in contatto con altri coetanei dell'AID con dislessia. Alcune volte alleggerisce molto il peso della diversità capire che non siamo soli.... ma che altri come noi ci stanno vicino.
Inoltre se ciò non fosse possibile, la invito ad assumere un atteggiamento di vicinanza, di accoglienza calda verso sua figlia. La sfida che l'attende è cercare di tenere a freno la voglia di iperproteggere e aspettare che sua figlia le chieda aiuto. Quando accadrà potrà veramente aiutarla, poichè sua figlia avrà maturatouna richiesta di aiuto, avrà compreso di essere in difficoltà.
Infine per passare al dubbio dell'insulina. Si signora, l'insulina è un ormone e in quanto tale agisce sul metabolismo del corpo producendo anche degli effetti sul peso. Oltre questa cosa c'è da prendere in considerazione se sua figlia abbia avuto le prime mestruazioni o meno. Anche queste sono determinate dagli ormoni. La invito, se non lo ha già fatto, a rivolgersi al centro Diabetico della ASL per i controlli periodici e per le cure necessarie.
Tanti cari auguri a lei e sua figlia.

Contatti

Dott. Manuele Matera
Psicologo Psicoterapeuta
Tel. 347 7594948
manuele.matera@gmail.com


Dott.ssa Chiara Giustini
Psicologa Psicoterapeuta
Tel. 329 7237166
chiara.giustini@gmail.com

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Melodramma lagnoso

alve dottore, sono una ragazza di 24 anni e le scrivo perchè ultimamente ho l'umore piuttosto altalenante e mi sento spesso molto triste e sola.
Per il carattere che ho non riesco a parlarne con nessuno, sono troppo orgogliosa su certe cose (anche se non sembra) e non riesco proprio ad aprirmi...
Il mio problema è che non ho stima di me. Mi sento vuota, moscia, insignificante, con niente da condividere con gli altri. Poi mi sento spesso intrappolata in me stessa, come se qualcosa mi impedisse di essere ciò che sono e di vivere tranquillamente, essere naturale senza troppi pensieri e paranoie per la testa. Oltre a questo problema (che comunque sopporto abbastanza bene) c'è il fatto che mi sembra stia andando un po' tutto a rotoli nella mia vita... ho sempre meno amici, i pochi che avevo si allontanano o forse si annoiano a stare con me. Il 'rapporto' con mio padre sta peggiorando (o forse cessando di esistere) per l'ennesima volta, il lavoro va male, mi sento umiliata perche dopo anni di servizio mi sembra che chiunque (entrato dopo di me) mi passi avanti e ottenga più meriti e gratificazioni. Mi sembra di fallire, di non riuscire a legare con le persone che mi circondano. Un giorno si e uno no sto male perche mi sento profondamente sola,  nessuno lo sa... ma mi viene spesso da piangere e vorrei sparire o scappare via per sempre anche se so che scappare non servirebbe a niente. Le mie sono cavolate rispetto ad altri problemi e vorrei essere forte, vorrei poter essere sempre frizzante e sprizzare gioia da tutti i pori, ma nn riesco, e ultimamente mi sento quasi sempre molto sola e triste... senza stimoli... cosa devo fare per superare tutti questi pensieri???? e stare bene comunque anche da sola??
In questo momento sono un po' melodrammatica... mi scusi!

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