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L'atrofia della mente: dall'ipertesto alle terapie comportamentali

cervello

Articolo pubblicato su Quaderni di Psicoterapia Comparata, nr. 5/2016 (giugno 2016)

Negli anni '90, parallelamente alla diffusione della rete Internet, sempre più persone entrarono in contatto con il concetto di ipertesto, ovvero la possibilità di approfondire velocemente aspetti del testo in consultazione semplicemente selezionando un termine di tale testo. Tale possibilità, oggi praticamente ovvia, segnò una vera e propria rivoluzione. Fu il primo vero passo per la transizione da un antico metodo di fare ricerca e studio ad uno tutto nuovo.

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Stalking: una nuova forma di dipendenza?

StalkingArticolo pubblicato sul Dossier Famiglia del Centro Famiglia S. Anna (Pistoia), anno XII – N. 2 (Dicembre 2013)

Lei è appena uscita di casa, è da sola, nella penombra. Lui e là, nascosto dietro al muro, che la osserva, la brama, la desidera. E' pronto ad uscire all'improvviso, a coglierla di sorpresa.
Passo dopo passo, nell'ombra, lei procede, disarmata e impaurita da tutto quello che le sta capitando, dalla paura di essere ancora una volta vittima, ma non può proprio fare a meno di andare ad aspettare i bambini alla fermata dell'autobus, nonostante la paura che ancora una volta scopra quanto sia in pericolo la sua vita. Ed è proprio nel momento in cui sta per girare l'angolo che si accorge di non esser sola, non sa come ma lo sa, un brivido lungo la schiena, segnale ancestrale purtroppo divenuto quotidiano, e la paura diventa freddo e caldo contemporaneamente, sudore, tensione, paura di svenire.
Solamente due passi, gli ultimi due, la separano da quello che l'attende, mentre l'autobus inizia a comparire in lontananza.
La testa gira, «devo resistere, lo devo ai miei figli, a me stessa, alla vita, non devo cedere, non devo svenire», ma chissà se vincerà questa sera, in questo assurdo ring che si prospetta tra un passo ancora, ancora una volta.

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Il pane

PaneDal link presente di seguito è possiblie scaricare delle slides realizzate dalla dott.ssa Elisa Papini relative al pane:

[Scarica le slides]

 

Le intolleranze alimentari

IntolleranzeIl 20 gennaio 2012 si è tenuto presso il Centro di aiuto psicologico Prometeo un incontro dal titolo Le intolleranze alimentari: fantasie e mode da sfatare, a cura della dott.ssa Elisa Papini.

Durante tale incontro sono stati affrontati temi quali la distinzione tra allergie e intolleranze, la diagnostica delle allergie alimentari, le reazioni pseudoallergiche, l'intolleranza al lattosio, la celiachia.

La dispensa consegnata durante tale incontro, realizzata a cura della dott.ssa Papini, è disponibile per la consultazione e può essere prelevata da questo link: [Scarica la dispensa]

 

I ragazzi e il gruppo: il bullismo si può superare!

Il confine tra la corretta informazione e il risuonare ridondante del “coro” dei mass media diventa complesso da individuare. Il bullismo è diventato in alcuni periodi  un fenomeno “di moda” che vedeva gli adulti spettatori annichiliti. Non volendo cadere nella trappola mediatica del “pan-bullismo” il Centro Famiglia S. Anna ha  organizzato lo scorso aprile l’incontro “I ragazzi e il gruppo: il bullismo si può superare!”  aperto ai genitori e agli insegnanti. Lo spirito costruttivo che ha caratterizzato questa iniziativa ha reso possibile un approfondimento riflessivo sul bullismo e sulle risorse dei nostri ragazzi. Parlare di questo fenomeno e dei suoi aspetti è un punto di forza importante per poterlo conoscere, prevenire e, nel caso occorra, superare.

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Stili di attaccamento tra genitori e figli

Durante una serie di incontri con genitori è stata notata una costante, ovvero il bisogno di esprimere la loro personale storia, le loro incertezze ed i loro dubbi con lo scopo di venire rassicurati sul fatto di essere o meno dei buoni genitori. Cercando un modo di dialogare sul rapporto diadico genitore-figlio, abbiamo adottato come riferimento teorico il concetto bowlbiano di stile di attaccamento,  partendo dal considerare lo stile relazionale che caratterizza il rapporto tra genitori e figli come qualcosa di unico, specifico e gratificante. All’interno di questo lavoro, proposto in prima linea ai genitori stessi, abbiamo utilizzato gran parte di quanto indicato da D.W.Winnicott (1953;1965), famoso pediatra e psicoanalista inglese, il quale basa la sua teorizzazione sulla “sana” assenza di una madre perfetta, ovvero sul concetto di “madre sufficientemente buona cioè una figura accogliente, non esente da errori ed omissioni, in primis in grado di porsi la questione dell’essere madre, in grado di sostenere (holding) lo sviluppo del proprio figlio.

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Giochi da ragazzi

Tutto inizia una mattina quando, in fila in un tabacchino per acquistare marche da bollo, era impossibile non notare come al banco del Gioco del Lotto ci fossero a puntare cifre tutt’altro che modeste, anche con carta di credito (!) tante persone anziane. Tutto normale e nella prassi, se una volta rientrati in macchina non avessimo per sbaglio – o per sorte – udito uno spot per l’appunto del Lotto che promette la possibilità di vincere biglietti per il nuovo tour di Vasco Rossi a tutti coloro che giocheranno una schedina del Lotto. E’ stato quasi inevitabile far scattare un’associazione: “fila di persone anziane”<->“chi gioca al lotto vince qualcosa da giovani”, impossibile non intravedere un tentativo di coinvolgere nel gioco del Lotto i giovani, ovvero proprio quella fascia di persone che attualmente non partecipano a questo gioco. Ma come, un Monopolio di Stato, uno Stato che tanto decanta programmi di prevenzione destinati a vecchie e nuove dipendenze, adesso promuove con così tanta arguzia un’iniziativa per avvicinare i giovani al gioco? Per togliersi il dubbio di aver sentito male la pubblicità radiofonica, altro non restava che consultare il sito internet del Lotto,[1] e purtroppo questo non solo non ha eliminato i nostri dubbi, ma li ha resi più fondati e preoccupanti.

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Il concetto di Sé

Significati generali del termine “Sé”

Varie discipline nel tempo si sono occupate del concetto di “Sé”. Essendo tale argomento ampiamente trattato, oltre che in campo psicologico-psicoanalitico anche in campo filosofico, ed avendo assunto all’interno dei singoli orientamenti significati non sempre equiparabili, al momento manca una definizione univoca del termine.

Distinguendo tre campi principali entro cui viene trattato il Sé, possiamo affermare che «esiste un Sé psicoanalitico, un Sé nello sviluppo, un Sé biologico e immunologico» (Ammaniti, 1989, p. 1).

In generale, il Sé denota per le diverse prospettive storico-culturali un artefatto che permette di caratterizzare l’unicità, l’individualità e la specificità dell’essere umano riconosciuto nelle sue componenti biologiche e psicologiche.

Nonostante una riflessione filosofica possa essere del tutto degna di nota, la nostra breve analisi introduttiva si articolerà all’interno dell’ambito psicologico e, in particolare, psicoanalitico. Tale scelta non ha la pretesa di coprire ogni aspetto del Sé ma si pone come linea guida verso la comprensione del significato di Sé come inteso da Winnicott, ovvero una pura esperienza soggettiva che non implica il riferimento a strutture oggettive.

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Il Grande Cocomero

 

Recensione in chiave psicodinamica del film "Il Grande Cocomero"  (1993) di Francesca Archibugi. Con Anna Galiena, Sergio Castellitto, Alessia Fugardi, Victor Cavallo.

 

Pippi sta male per un problema che la fa soffrire tanto per i sintomi quanto per l'indifferenza di chi gli ruota intorno; si chiama incomprensione, una malattia, forse meglio dire una sindrome, che, lentamente e inesorabilmente, la porta a crearsi delle difese, le quali non vengono comprese come tali e, pertanto, non fanno altro che incrementare il circolo vizioso dell'indifferenza.
Per sopravvivere sceglie una strada difficilissima: unisce la diade mente-corpo, somatizza l'epilessia della quale, sotto forma criptogenetica, aveva fatto conoscenza in tenera età. L'epilettizzare diviene una difesa sicura, un muro dietro il quale i problemi non arrivano, ma anche uno schermo su cui gli spettatori potrebbero leggere il dolore che in realtà è celato dietro tutto questo. Ma il pubblico che a Pippi preme di più, i genitori, non sono in grado, non vogliono interpretare il significato di quanto proiettato, preferiscono ridurre il tutto all'esperienza esteriore del disturbo. Nemmeno un elettroencefalogramma durante il sonno che risulterà privo di evidenti segni epilettici riuscirà a cambiare la concezione materna sul disturbo, “Allora è matta”, un giudizio freddo e incisivo che rispecchia ancora una volta la visione di bambina "venuta male" che la madre conserva e non esita a proporre agli altri come per scusarsi di tale errore.

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Ho 16 anni e sono disperata

Salve sono arrivata all'esasperazione ho 16anni e voglio scappare di casa sono fidanzata da più di un anno e mia madre mi impedisce di vederlo e di uscire contando la sua assenza di 10anni per me lei non conta nulla, i miei sono divorziati e quando le ho comunicato la decisione di voler andare a vivere con mio padre lei lo ha chiamato e gli ha detto che ho avuto rapporti con il mio ragazzo anche lui sedicenne. io non so più che fare per poterlo avere accanto.... che devo fare scappare? rimanere incinta? o cosa... e che conseguenze avrebbe  tutto ciò

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