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La sindrome della lumaca

Salve
vi scrivo per avere un consiglio. Mio figlio, 10 anni, è affetto da quella che ho sempre definito la "sindrome della lumaca". Qualsiasi cosa, in ogni momento della giornata (vestirsi, lavarsi, fare i compiti, uscire da casa...) ha bisogno di un lungo preavviso e di tempi estenuanti. La risposta di mio figlio è sempre "un attimoooo"! Ho provato a svegliarlo prima, ad anticipare i tempi di tutto, ma nessun risultato! A scuola questo non succede. Preparare lo zaino la sera per la mattina sfocia sempre in isterismi da parte mia e pianti da parte sua, per non parlare delle scarpe....sempre sciolte, i vestiti che spesso indossa al contrario o gli occhiali che non riesce mai a trovare.

 

Risponde la dott.ssa Chiara Giustini

Salve, il fatto che a scuola suo figlio non abbia la "sindrome della lumaca" mi fa riflettere. Da quello che scrive ipotizzo un vero e proprio "gioco psicologico". Ci sono i due ruoli la mamma che brontola e il bambino letargico (un goffo pasticcione). Un incastro nella relazione dove per parlarvi, comunicare o farvi vedere si sia instaurato la modalità entro nel mio ruolo. Se seguo questa ipotesi immagino che suo figlio potrebbe sentirsi non accettato e richiami costantemente questo stato emotivo ripetendo comportamenti da lei non approvati per "darle" la rabbia che lui sente. Probabilmente soffrite molto tutti e due.
Ovviamente sono ipotesi e la invito a contattare un collega per approfondire.
La saluto e le faccio i miei migliori auguri.

dott.ssa Chiara Giustini

Contatti

Dott. Manuele Matera
Psicologo Psicoterapeuta
Tel. 347 7594948
manuele.matera@gmail.com


Dott.ssa Chiara Giustini
Psicologa Psicoterapeuta
Tel. 329 7237166
chiara.giustini@gmail.com

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I problemi con una figlia

Cara dottoressa, sono una madre di 45 anni con un figlia quasi di 20 che circa 2 anni fa ha iniziato a dire che la limitavamo (io e il padre) nelle sue scelte (ha sempre fatto tutte le attività ricreative che chiedeva senza continuità). A casa si isolava nella sua camera davanti al PC chattava e pensava alla musica, anche se le chiedevo di fare ordine, mi ignorava. Diceva che l'università l'avrebbe fatta in altra città per fuggire da noi, ma la cosa è sfumata per vari motivi. Nel frattempo ha conosciuto un coetaneo che lavora e abita da solo dopo, 2 mesi ha detto che non poteva fare a meno di lui e che sarebbe andata a conviverci. Siamo riusciti a dissuaderla ma dopo un ennesimo litigio, ci ha detto che non sarebbe più tornata perchè non la capiamo e questo lo sappiamo perchè l'abbiamo chiamata noi al telefono. Se le concediamo un dito prende tutto il braccio, se neghiamo dice che la soffochiamo, si crea un mondo di false verità in cui vive, scoperta nega dando goffe giustificazioni.

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