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Troppo legato al passato

Buonasera, ultimamente mi accorgo sempre più spesso di essere troppo legato al mio passato. Ho 34 anni, una compagna con la quale convivo ed abbiamo 2 splendide bambine. Vivo ormai ogni giorno ricordando il passato, posti visitati, episodi di vita, persone (piacevoli e spiacevoli), canzoni, ricordi. Mi sono sempre ritenuto un nostalgico, ma negli ultimi mesi noto che certi miei pensieri legati al passato aumentano costantemente. Sia chiaro che non vivo la cosa con disagio, anzi, spesso sono felice ricordando tutte queste cose. Mi capita però anche di ricordare certi momenti pensando che non li rivivrò più, o pensare a persone importanti che, per un motivo o un altro, oggi non vedo più. E quando mi assalgono questi pensieri, un velo di tristezza mi accompagna e mi accorgo che dentro di me resta indelebile. Mi chiedevo se la mia possa essere ritenuta una condizione particolare o un semplice passaggio che ad un certo punto della propria esistenza va attraversato.
La ringrazio per il tempo che mi dedicherà.

 

Risponde il dott. Manuele Matera

Buongiorno,
leggendo ciò che ha deciso di condividere con noi il primo pensiero che ho è che più passa il tempo più esperienze di vita lei ha, e per questo aumenta quel sentimento dentro di lei che possiamo provare a definire come nostalgia.
L’aspetto positivo del suo racconto è che appare un passato bello, che vale la pena di ricordare costantemente. Dall’altro lato si situa il rischio di non vivere troppo il presente , il “qui e ora”, di non poter godere a pieno della felicità del momento attuale. Cercando quindi di rispondere alla sua domanda e per quel che sia possibile dall’esiguo scambio in corso, la nostalgia di per sé nelle sue forme tradizionali è uno stato psicologico non patologico; certo è al contempo che la sua manifesta sofferenza episodica forse potrebbe suggerirci un bisogno di analizzare e comprendere meglio ciò che oggi non le permette di concentrarsi a pieno su ciò che ha prima che su ciò che ha avuto.
Purtroppo lo stretto spazio utilizzato in questo nostro scambio non ci permette l’approfondimento delle domande, ma le risposte che potrebbe fornire ad alcune potrebbero diventare i tasselli fondanti di un percorso di esplorazione di sé affascinante e importante; ad esempio è veramente sempre stato nostalgico oppure pensa che questo sia comparso ad un certo punto della vita? C'è qualche aspetto della sua vita attuale che non le piace e vorrebbe poter cambiare?
La saluto cordialmente, spero che la lunga vita davanti a lei le permetta presto di concentrarsi tanto sul presente almeno quanto sul passato e al contempo non perdendo mai le preziose tracce di memoria a lei giustamente care.

Manuele Matera

Contatti

Dott. Manuele Matera
Psicologo Psicoterapeuta
Tel. 347 7594948
manuele.matera@gmail.com


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Psicologa Psicoterapeuta
Tel. 329 7237166
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Ho un figlio di 13 anni in piena crescita fisica ed emotiva; fino alla prima media ha riscosso buoni risultati a scuola senza mai essere particolarmente studioso, dall'anno scorso però le cose sono cambiate: ha perso qualsiasi interesse per tutte le materie, passa per sfacciato e impertinente agli occhi dei professori e i risultati sono assolutamente insufficienti. Il problema non è solo suo ma di gran parte della classe. Io sono convinta che la "colpa" non sia tutta sua ma anche dei professori e della scuola che non si evolve, non comunica con i ragazzi, è sempre punitiva nei loro confronti: sono antiquati e non fanno niente per aggiornarsi alle nuove generazioni. Vorrei qualche consiglio per motivare il ragazzo in modo da poterlo aiutare in modo più consapevole. Grazie

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